Nel 2021, dopo una rapina alla sua gioielleria, Mario Roggero inseguì i rapinatori e sparò, uccidendone due e ferendone un terzo. La Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi: per i giudici, il pericolo era ormai cessato e non si trattò di legittima difesa. Il caso ha diviso l’opinione pubblica [1]. Cosa porta una persona a giustificare o a condannare un’azione violenta? È una questone che i ricercatori indagano da tempo – vediamo cosa hanno scoperto.
In uno studio del 1999 [2], Oleson e Darley presentarono ai partecipanti diversi scenari di difesa personale o della proprietà (es. l’uccisione di un ladro), chiedendo di giudicare la responsabilità dell’autore e la pena appropriata. Più la violenza appariva necessaria a fermare la minaccia, più le pene proposte erano lievi. Inoltre, chi si fidava meno del sistema giudiziario tendeva a essere più indulgente verso chi si era fatto giustizia da solo.
L’attualità della minaccia
Proprio come nella legge italiana, anche nei giudizi delle persone conta soprattutto se il pericolo sia ancora attuale. In un ampio studio del 2024 [3], in scenari in cui un civile o un poliziotto sparava contro un rapinatore, il 22,9% approvava pienamente lo sparo se la minaccia era imminente, mentre la percentuale scendeva al 2,4% quando il pericolo non era più immediato.
La questione della “cattiva vittima”
Il grado di indulgenza verso chi commette una violenza dipende anche dal giudizio morale che si ha della vittima. In uno studio del 2024 [4], gli autori hanno scoperto che quando la vittima aveva commesso qualcosa di immorale, come i rapinatori nel caso Rogger, il giudizio sulle persone che commettevano l’omicidio era molto più indulgente. La “vittima immorale” viene infatti percepita come se avesse “provocato” o “meritato” l’esito.
C’entra l’ideologia?
I giudizi sull’uso della forza, però, dipendono anche da variabili che vanno oltre i semplici fatti. In uno studio del 2023, i conservatori approvavano maggiormente la forza in quasi tutti i casi, mentre i liberali distinguevano di più in base alle circostanze [5]. L’ideologia può quindi influenzare chi percepiamo come vittima, quanto grave ci appare il pericolo e quanta forza riteniamo accettabile [6].
I giudizi morali non nascono nel vuoto
Il caso Roggero è diventato, nel dibattito pubblico, il simbolo di due idee opposte: diritto a difendersi oppure giustizia privata. Quando una vicenda giudiziaria diventa un segnale di appartenenza politica, non si discutono più soltanto i fatti: anche prove e sentenze vengono filtrate dallo schieramento [7]. Il rischio non è soltanto una crescente polarizzazione, ma anche un progressivo allontanamento dalla verità processuale, con effetti di sfiducia sull’intero sistema giudiziario.
Fonti:
- Repubblica. (2026, 20 luglio). Caso Roggero, la condanna divide il paese: la politica accelera sulla riforma della legittima difesa. La Repubblica. https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/07/20/news/caso-roggero-legittima-difesa-riforma-425481909/
- Oleson, K. C., & Darley, J. M. (1999). Community perceptions of allowable counterforce in self-defense and defense of property. Law and Human Behavior, 23(6), 629–651. https://doi.org/10.1023/A:1022337321805
- Goldrosen, N., Jones, B., 2026. The imminence divide: public judgments of deadly force by police and civilians. Journal of Experimental Criminology.. https://doi.org/10.1007/s11292-026-09759-z
- Inbar, Y., Mercier, B., Mondol, L. F., & White, C. J. (2026). Bad victims: Moral transgressions against immoral victims are judged less harshly. Cognition, 271, 106448. https://doi.org/10.1016/j.cognition.2026.106448
- Navarro, J. C., & Hansen, M. A. (2023). “Please don’t be too nice”: the role of political ideology in the approval of police use of force. Policing an International Journal, 46(5/6), 724–738. https://doi.org/10.1108/pijpsm-03-2023-0035
- Womick, J., Kubin, E., Goya-Tocchetto, D., Restrepo Ochoa, N., Rebollar, C., Kapsaskis, K., Pratt, S., Devine, H., Payne, B. K., Vaisey, S., & Gray, K. (2026). Liberals and Conservatives See Different Victims: Moral Disagreement Is Explained by Different Assumptions of Vulnerability. Personality & social psychology bulletin, 1461672261422957. Advance online publication. https://doi.org/10.1177/01461672261422957
- Greene, J. (2013). Moral tribes: Emotion, reason, and the gap between us and them. Penguin Press.