La vostra prima reazione a questo titolo potrebbe essere stata:

MA VA Là?
In effetti, diversi studi lo evidenziano: negli USA, circa il 30–39% delle persone crede che il mondo finirà durante la propria vita [1–2], e in un sondaggio Ipsos condotto in 21 paesi, la media era del 14% [3]. Ma sappiamo ancora poco su come e perché le persone credano ciò.
Non è proprio una novità
Ben prima che cambiamento climatico, pandemie e AI seminassero il panico, le credenze apocalittiche erano già all’ordine del giorno [4]. Per esempio, nelle religioni i racconti sulla fine del mondo abbondano, alimentando da millenni immaginari, profezie, movimenti sociali e perfino eventi storici. Ora, però, i protagonisti di queste narrazioni sembrano essere cambiati…
Perché il mondo starebbe finendo?
In una serie di studi del 2026 [1], Billet e colleghi hanno chiesto a un campione rappresentativo di oltre 2000 americani perché credano che il mondo possa finire. La spiegazione più condivisa è quella umana: guerre nucleari, crisi climatica, intelligenza artificiale. Tuttavia, la lettura religiosa dell’apocalisse resta forte, soprattutto in alcuni gruppi di credenti.
Se tanto era già tutto previsto…
Credere che la fine del mondo sia vicina e causata dagli umani è associato a una maggiore percezione dei rischi globali [1]. Ma attenzione: non sempre questo porta a voler prevenire il collasso plenetario. Billet e colleghi hanno scoperto che per alcuni l’apocalisse può paradossalmente assumere una valenza positiva: una forma di conforto, redenzione o rinascita dopo il caos.
Forse, ce lo meritiamo
Le credenze apocalittiche non sono soltanto puro catrastrofismo, ma seguono anche una logica morale. In uno studio del 2015 [5], gli autori hanno scoperto che alcune persone immaginano la fine del mondo come una giusta conseguenza delle azioni umane. Se abbiamo abusato della Terra, ignorato i rischi e distrutto il mondo, allora la fine non arriva per caso, ma come una resa dei conti.
Perché è importante?
Perché se una crisi viene letta come un segno della fine, diventa una conferma, una profezia che si avvera. Questo spinge alcuni ad agire e cercare una soluzione, mentre per altri, al contrario, è motivo di rassegnazione. Questa ambivalenza cambia il modo in cui parliamo di clima, guerre, pandemie, tecnologia e così via, e cambia ciò che ci sembra possibile, urgente o inutile davanti ai rischi del presente [6].
Fonti:
- Billet, M. I., White, C. J. M., Shariff, A., & Norenzayan, A. (2026). End of world beliefs are common, diverse, and predict how people perceive and respond to global risks. Journal of Personality and Social Psychology. Advance online publication. https://doi.org/10.1037/pspi0000519
- Diamant, J. (2022, December 8). About four-in-ten U.S. adults believe humanity is “living in the end times”. Pew Research Center.
- Ipsos. (2012, May 1). One in seven (14%) global citizens believe end of the world coming in their lifetime. https://www.ipsos.com/en-us/one-seven-14-global-citizens-believe-end-world-coming-their-lifetime
- Miller, E. D. (2012). Apocalypse now? The relevance of religion for beliefs about the end of the world. Journal of Beliefs & Values, 33(1), 111–115. https://doi.org/10.1080/13617672.2012.650038
- Jugel, M., & Lecigne, A. (2015). Beliefs in the end of the world, justice, religiosity and system preservation: A psychological study of how the “end of the world” could match common belief systems. Journal of Beliefs & Values, 36(2), 175–189. https://doi.org/10.1080/13617672.2015.1041788