La Psicologia del Nostalgiacore

Vi sarà capitato di imbattervi sui social media in contenuti nostalgici che mostrano oggetti, luoghi e abitudini di quando eravamo bambini, spesso comparando la nostra vita di adesso alla vita di allora. Si tratta di un’estetica del web, nota come nostalgiacore. Eccone un esempio:

Ma cos’è la nostalgia?

Alla fine del Seicento, il termine nostalgia viene coniato per descrivere una malattia neurologica: il dolore di chi desidera tornare a casa [1]. Oggi, però, la psicologia la descrive soprattutto come un desiderio caloroso e malinconico per esperienze ricordate del proprio passato [2]

La nostalgia, quindi, non è solo tristezza: è un’emozione sociale “agrodolce”. Ci fa sentire la distanza da ciò che non può tornare, ma può anche rafforzare identità, continuità personale e legami con gli altri [3].

Che effetto fa il nostalgiacore?

Alcuni studi recenti [4] mostrano che l’attrazione per questi contenuti è associata alla nostalgia individuale: chi è più incline alla nostalgia tende ad apprezzare sia immagini calde e confortanti, sia immagini più oscure e inquietanti. È in questo immaginario che oggetti e luoghi del passato diventano spazi liminali [5]: luoghi familiari, ma sospesi e ormai irraggiungibili.

Per questo l’estetica nostalgica non evoca solo calore, ma anche tristezza, inquietudine e sospensione tra il passato ricordato e il presente reale [5].

Un passato che non tornerà mai più

Un elemento chiave dell’estetica nostalgica è l’impossibilità di tornare indietro nel tempo. Per Kahneman [6], infatti, una cosa è il che vive le esperienze nel momento (experiencing self); un’altra è il che le ricorda, le racconta e dà loro un significato (remembering self).

E qui nasce il problema: se provassimo a rivivere quel passato con il nostro sé di oggi, probabilmente resteremmo delusi. Non desideriamo davvero il passato così com’era, ma desideriamo il passato come ce lo ricordiamo [7].

Fonti:

  1. Batcho, K. I. (2013). Nostalgia: The bittersweet history of a psychological concept. History of Psychology, 16(3), 165–176. https://psycnet.apa.org/record/2013-15568-001
  2. Sedikides, C., & Wildschut, T. (2025). On the nature of nostalgia: A psychological perspective. Emotion Review, 17(2), 121–124. https://doi.org/10.1177/17540739241303497
  3. Wildschut, T., & Sedikides, C. (2020). The psychology of nostalgia: Delineating the emotion’s nature and functions. In M. H. Jacobsen (Ed.), Nostalgia now: Cross-disciplinary perspectives on the past in the present (pp. 47–65). Routledge. https://www.taylorfrancis.com/chapters/edit/10.4324/9780429287602-2/psychology-nostalgia-tim-wildschut-constantine-sedikides
  4. Song, J.-Y., Choi, W.-H., & Li, R. (2025). What makes people like Dreamcore aesthetics? The role of trait nostalgia in preferences for Dreamcore imagery. Empirical Studies of the Arts. Advance online publication. https://doi.org/10.1177/02762374251356955
  5. Zhou, Y., & Kawabata, H. (2025). Nostalgia Core: The cultural affective experience of the sense of “in-between”. Human Arenas. Advance online publication. https://doi.org/10.1007/s42087-025-00494-x
  6. Kahneman, D., & Riis, J. (2005). Living, and thinking about it: Two perspectives on life. In F. A. Huppert, N. Baylis, & B. Keverne (Eds.), The science of well-being (pp. 285–304). Oxford University Press. https://psycnet.apa.org/record/2006-03863-011
  7. Kahneman, D. (2000). Evaluation by moments: Past and future. In D. Kahneman & A. Tversky (Eds.), Choices, values, and frames (pp. 693–708). Cambridge University Press; Russell Sage Foundation. https://www.cambridge.org/highereducation/books/choices-values-and-frames/9E500B8A9AB4B7DFE81BFEFDAC55E57E/evaluation-by-moments-past-and-future/BEAFE24900B570C57A5DFB967AA8D89B

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