Negli Stati Uniti, l’agenzia federale ICE, in particolare la sua divisione Enforcement and Removal Operations, è stata coinvolta in numerosi episodi violenti durante i raid nelle città, in alcuni casi causando anche la morte di civili, come a Minneapolis [1]. Questi interventi hanno spesso generato proteste e forti tensioni nelle comunità locali. In questo contesto, gli agenti hanno frequentemente operato senza badge identificativi visibili e con il volto coperto, sollevando interrogativi non solo legali ed etici, ma anche psicologici [2].
Che effetto ha l’anonimato su chi esercita potere?
La psicologia sociale studia da tempo situazioni in cui il ruolo prevale sulla persona [3]. Uno dei concetti chiave per descrivere queste dinamiche è la deindividuazione: una condizione in cui l’individuo perde consapevolezza e controllo di sé a causa dell’anonimato, garantito ad esempio da camuffamenti [4] e dall’azione di gruppo [5].
In queste condizioni, l’azione viene vissuta sempre meno come espressione di una scelta individuale e sempre più come esecuzione di un ruolo o di una norma di gruppo.
Decenni di ricerca mostrano che la deindividuazione aumenta il rischio di comportamenti antisociali [6–7]. In studi classici, partecipanti resi anonimi tendevano ad adottare comportamenti più violenti rispetto a soggetti riconoscibili, conformandosi più facilmente alle regole implicite della situazione [4]. Dinamiche simili si osservano anche fuori dal laboratorio: dalla violenza negli stadi [8], dove l’identità individuale si dissolve nella folla, ai comportamenti aggressivi online, dove l’anonimato riduce il senso di responsabilità personale [9].
Perché è importante?
Attribuire l’operato dell’ICE solo alla deindividuazione sarebbe fuorviante: le sue pratiche hanno precise radici ideologiche. Detto questo, la psicologia mostra chiaramente che operare in anonimato, in gruppo, con un’uniforme e un ruolo fortemente autoritario rende più probabile il ricorso alla violenza.
Ignorare queste evidenze significa, di fatto, legittimare e facilitare contesti in cui la violenza viene normalizzata come strumento di potere.
Fonti:
- Donegan, M. (2026, January 27). Masked government thugs snuffed out Alex Pretti’s life in broad daylight. The Guardian.
https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/jan/26/alex-pretti-minneapolis-shooting - McFadden, A. (2025). Should ICE Agents Be Allowed to Wear Masks? It Depends Whom You Ask. The New York Times. https://www.nytimes.com/2025/07/20/us/politics/ice-agents-masks.html
- Vilanova, F., Beria, F. M., Costa, Â. B., & Koller, S. H. (2017). Deindividuation: From Le Bon to the social identity model of deindividuation effects. Cogent Psychology, 4(1), 1308104.
https://doi.org/10.1080/23311908.2017.1308104 - Zimbardo, P. G. (1969). The human choice: individuation, reason, and order versus deindividuation, impulse, and chaos. Nebraska Symposium on Motivation, 17, 237–307. https://psycnet.apa.org/record/1971-08069-001
- Festinger, L., Pepitone, A., & Newcomb, T. (1952). Some consequences of de-individuation in a group. The Journal of Abnormal and Social Psychology, 47(2, Suppl), 382–389.
https://doi.org/10.1037/h0057906 - Zimbardo, P. (2007). The Lucifer effect: Understanding how good people turn evil. Random House.
- Postmes, T., & Spears, R. (1998). Deindividuation and antinormative behavior: A meta-analysis. Psychological Bulletin, 123(3), 238–259. https://psycnet.apa.org/record/1998-01884-005
- Tian, Y., Ma, C., Shi, Z. (2022). Chinese football violence: An extended theory of planned behavior model to predict fans’ violent behavioral intentions. Frontiers in Psychology, 13.
https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.977497 - Santana, A. D. (2014). Virtuous or vitriolic: The effect of anonymity on civility in online newspaper reader comment boards. Journalism Practice, 8, 18–33. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/17512786.2013.813194